Ce n'è anche per Cecco a cena
Intuizione della Gazzetta o solo fortuna? Dal bagno Biondetti all'Europarlamento dei grandi eletti
Il volo puntuale parte alle 10:40 per il viaggio che ci porterà dal nostro generale. Tu chiamale se vuoi emozioni come cantava il grande Lucio in tempi non sospetti. Ma le emozioni, in tutti questi anni non sono mancate a cominciare da quel non troppo lontano 2023 quando l'irresponsabile scribacchino di provincia, come si definisce lui, ma non è cosi, direttore di tante Gazzette tra cui quella di Viareggio, Lucca e Garfagnana decide di presentare il libro del generale Vannacci. Un atteggiamento a dir poco contro corrente, quella corrente del mainstream votato al pensiero unico dominante nella quale tutti nuotavano, non sapendo che di li a poco avrebbero annaspato. Insomma una scommessa quella della presentazione al bagno Biondetti che di lì a poco avrebbe portato il generale Vannacci al parlamento dei grandi eletti, tanto per fare un po' di rima baciata. Quel parlamento europeo nel quale avrebbe dovuto misurarsi con avanzi di galera come al Salis che non solo avrebbero occupato posti appunto nel parlamento stesso, ma da quegli scranni avrebbe suggerito di occupare appartamenti sfitti o quanto si presentasse libero da inquilini. Dal Biondetti al parlamento dei grandi eletti con oltre 560 mila voti e non 500 mila come si tende a descrivere. Una scommessa vinta quella di Aldo Grandi e del nostro giornale che ci ha portato dalla provincia a Bruxelles proprio per seguire di persona con qualche inviato poco speciale la vita del nostro europarlamentare. Eh si, di europarlamentari non ne abbiamo avuti molti alle nostre latitudini e al di là del fatto che si possa pensare come lui dovrebbe essere un atteggiamento più riverente e riconoscente verso questo personaggio ma si sa profeta nemo in patria...
Loreno Bertolacci e le Gazzette volano a Bruxelles per e con Roberto Vannacci
Incazzati. Questa è la parola giusta. E schifati. Perché tutto si può accettare in questa esistenza già tribolata e tribolante, ma non la cattiveria umana, non la denigrazione…
La Gazzetta del Serchio: cambia il dominio in .net e così anche la posta elettronica, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Prima o poi sarebbe potuto e, magari, anche dovuto accadere. La Gazzetta del Serchio così come la Gazzetta di Viareggio e anche la Gazzetta di Massa Carrara hanno cambiato il proprio dominio passando da .it a .net Di conseguenza anche la posta elettronica ha visto modificarsi in
Vannacci 2 Resto del mondo (al contrario) 0: anche la procura militare archivia le accuse contro di lui
Quante volte abbiamo scritto che se gli imbecilli volassero il cielo sarebbe pieno di uccelli? Tante, tantissime, ma, evidentemente, mai abbastanza. Dopo l'archiviazione del Gup per le accuse…
'Odio' l'Unione Europea così come tutti gli organismi sovranazionali, ma andrò a votare Roberto Vannacci
Chi legge abitualmente le Gazzette sa che a queste latitudini non sono graditi gli organismi sovranazionali senza alcuna eccezione. Si tratta solo e soltanto di carrozzoni che mantengono lautamente parassiti che portano a casa stipendi d'oro mentre i popoli degli stati che dovrebbero rappresentare si svenano da mane a sera per tirare avanti la carretta, partite Iva in primis. L'Unione Europea è un pericolo, ormai lo hanno compreso tutti. Solo il presidente Mattarella - non è mai stato il mio presidente - unitamente ai politicanti che lo circondano può uscirsene fuori come i dolori parlando di sovranità dell'Unione Europea quando anche il più ignorante degli studenti di una qualsiasi facoltà di Giurisprudenza o Scienze Politiche sa che per esserci sovranità devono esistere e sussistere tre elementi fondamentali: un popolo, un territorio, una sovranità tutte cose che, nel caso dell'UE non solo non reggono, ma nemmeno esistono. Se un giorno l'Unione Europea dovesse annientare, come già sta facendo, l'autonomia dei singoli stati, sarebbe la devastazione totale. L'Italia non ha più sovranità perché nel momento in cui non stampi più moneta sei costretto ad accettare le condizioni che ti impongono gli altri. Non importa se avere l'euro al posto della lira sia meglio o peggio, quello che conta è che non esistiamo più come entità autonoma e sovrana. E questo vale per tante, tantissime altre cose, costretti a subire e ad accettare, a sottostare ai diktat di una élite di tecnocrati-burocrati capaci di solo di annientare ogni identità-individualità in nome di una massificazione-omogeneizzazione che renda l'uomo una cavia sperimentale. Per questo non siamo mai andati a votare alle elezioni europee, perché l'Unione Europea ci fa, semplicemente, schifo. Stolti, ipocriti, ciechi, dementi coloro i quali annusano fratellanza e comunità di intenti dove, al contrario, regnano solamente ipocrisia e servilismo...
Per la prima volta AstraZeneca ammette: "Il vaccino anti Covid può provocare trombosi rara". Ma allora avevamo ragione noi!
L'azienda biofarmaceutica internazionale AstraZeneca ha ammesso per la prima volta che uno degli effetti collaterali, sia pure a suo avviso molto raro, del suo vaccino contro il Covid-19 è la sindrome da trombosi con trombocitopenia (TTS). "Il vaccino può causare, in casi molto rari, una sindrome da trombosi con trombocitopenia (Tts). Le cause sono sconosciute", si legge in un estratto di un documento fornito dall'azienda a un tribunale lo scorso febbraio. Ma allora avevamo ragione noi che ci siamo sempre rifiutati di vaccinarsi costasse quel che è, effettivamente, poi costato in termini di emarginazione sociale e additamento collettivo al pubblico ludibrio? In sostanza l'azienda farmaceutica dovrà, presumibilmente e al termine dei processi intentati nei suoi confronti da altrettanti cittadini che hanno patito le conseguenze della sostanza che si erano inoculati, risarcire a suon di milioni di dollari o di euro chi ha avuto il coraggio di andare fino in fondo e sfondare il muro di gomma alzato dalle autorità civili, politiche e amministrative dell'intero emisfero. Ma come? Ma vaccinarsi non era un dovere civico, una scelta non scelta visto che è finito per diventare un obbligo imposto in tutti i modi anche quelli più schifosi e ignobili ai limiti del ricatto e dell'estorsione, l'unica maniera per salvarsi dal Covid e dalle sue infauste conseguenze tra cui, appunto, la morte se non matematicamente certa, assolutamente sicura? Già, ma, obiettano i soliti soloni di questo mondo, qualche episodio anomalo ci può sempre stare, peccato che la maggioranza di coloro che lo hanno avvertito non potranno mai più raccontarlo. Quindi? Che cosa facciamo? E se tra i casi in esame fosse capitato proprio a noi o a qualcuno dei nostri familiari? Come avremmo dovuto e come dovremmo reagire di fronte alla rivelazione-dichiarazione di AstraZeneca?...
Generale, dietro la collina ci sta la Gazzetta (del Serchio) mai così vicina
La famosa canzone di Francesco De Gregori ha offerto lo spunto per il titolo dell’articolo nel quale il generale in questione non è uno qualunque, ma quello in questo momento più discusso in Italia: Roberto Vannacci. Per collina possiamo invece intendere la formazione montuosa che, se vista dalla città di Lucca, separa la valle del Serchio dalla stessa. Una valle che ha un suo giornale on-line come la “Gazzetta del Serchio” del quale sono onorato di far parte. Gazzetta che non poteva rimanere indifferente a quanto si sta, per l’ennesima volta, costruendo intorno alla figura del generale Vannacci e alle sue ultime dichiarazioni. Generale dell’esercito italiano che ha deciso di candidarsi come indipendente nelle file della Lega alle ultime elezioni europee. Stiamo veramente assistendo ad una sceneggiata, messa in piedi da un mainstream privo di correttezza giornalistica e onestà intellettuale. Una notte “crucca ed assassina” come cantava De Gregori nel suo celebre brano. Crucca perché parla una lingua che non è la nostra, quella di un giornalismo corretto fatto di trasposizioni esatte di quelle che sono le dichiarazioni di un’intervista e non di pezzi della stessa presi qua è là con il preciso intento di dare un diverso significato ai concetti che si volevano esprimere. La notte dell’informazione insomma che diventa anche assassina perché uccide la “verità giornalistica”, linfa vitale che deve sempre scorrere nel flusso dell’informazione in un mondo fatto di fake news e di social dove tutto può essere detto e scritto e tutti possono dire tutto quello che vogliono, senza possibilità di riprova e senza appello...
La fogna romana ha partorito i topi per lanciarli all'assalto di Roberto Vannacci
La Cloaca Massima dell'antica Roma è una delle più antiche condotte fognarie. Il nome, Cloaca Maxima in latino, significa letteralmente "la fogna più grande". E' da qui, metaforicamente, dalla capitale che cloaca massima lo è sempre stata in tutti i sensi, che negli ultimi giorni sono partiti i topi incaricati di aggredire-assalire e, se possibile, anche divorare il generale di divisione Roberto Vannacci. Un gioco al massacro che, per chi conosce i meandri della (dis)informazione, sa benissimo come funziona e, soprattutto, da dove arriva. Vannacci, l'autore de Il mondo al contrario, il vero best-seller degli ultimi decenni nel campo dell'editoria italiana, è stato indagato, udite udite, per una serie di episodi riconducibili alla sua permanenza in Russia e a Mosca nella fattispecie, unitamente alla famiglia. Rimborsi spese, utilizzo di un'auto pubblica e altre amenità che sono state sparate ad alzo zero dai giornali di regime nemmeno si trattasse del peggior delinquente e non, invece, di un uomo che ha scritto un testo nel quale si sono ritrovati e si ritrovano milioni di italiani. Chi avrà passato le indiscrezioni alla stampa? Non ci vuole la laurea per immaginarlo visto che esse possono essere fuoriuscite solamente dal luogo presso il quale si trovava il fascicolo. Inoltre, basta seguire la traccia del cui prodest per capire. Vannacci si candiderà nelle liste della Lega alle elezioni europee e non avrà problemi a passare il turno. A qualcuno, all'interno dell'alleanza che governa il Paese, non va giù della serie chi è e che cosa vuole questo parvenu della politica... E allora diamogli addosso con ogni mezzo...
Al Borgo Paolinelli si candida come sindaco unico per il centrodestra, esplode il conflitto tra le due anime di Fratelli d'Italia
In redazione arriva un comunicato stampa con cui si annuncia che Cipriano Paolinelli di Fratelli d'Italia sarà il candidato unico per il centrodestra unito alle prossime elezioni amministrative di Borgo a Mozzano. Il testo è scritto in maniera un po' approssimativa, almeno dal punto di vista grammaticale, ma la notizia c'è tutta. Lo scrivente spiega che è stata raggiunta la quadra, terminologia piuttosto anomala, ma che rende l'idea. Gli annunciatari, secondo la nota politica, sarebbero la presidente del circolo di Fratelli d'Italia Marina Motroni, il responsabile territoriale di Forza Italia Claudio Gemignani e lo stesso segretario della Lega sezione Mediavalle Cipriano Paolinelli. Nemmeno il tempo di pubblicare ed ecco scoppiare il caos. Non risulterebbe, infatti, che Fratelli d'Italia nella figura di Riccardo Giannoni, coordinatore provinciale, abbia approvato la nomina. Ma, allora, come mai è stata annunciata la candidatura di Paolinelli con l'appoggio di Motroni che presiede il circolo di Borgo a Mozzano? Che ci sia stato qualcuno, magari lo stesso Paolinelli, che ha voluto mangiare l'uovo in culo alla gallina e spiazzare la concorrenza ammesso che ci sia? Le malelingue sostengono che il coordinatore provinciale Giannoni si sarebbe imbufalito perché è stato deciso tutto senza la sua approvazione mentre altri rispondono che lui stesso si era impegnato a rispettare la volontà dei territori e, quindi, delle localis ezioni che, con Marina Motroni, si è espressa a favore di Paolinelli. Fatto sta che la notizia di Paolinelli candidato ha raggiunto appena 280 visualizzazioni, poco, pochissimo se si pensa alle visualizzazioni che una notizia del genere raggiunge, in genere, sulla Gazzetta del Serchio. Vuol dire che nessuno o pochi hanno condiviso il link. Perché?...
Un Natale al... contrario
Durante la folle guerra che Mussolini dichiarò al comunismo e alla Russia di Stalin i soldati italiani inviati al fronte prima nel Csir (Corpo di spedizione italiano in Russia) e, successivamente, con l'integrazione di altri due corpi d'armata, nell'ottava armata o Armir (Armata italiana in Russia) vissero il Natale a temperature di parecchi gradi sotto allo zero, gelati nelle trincee e in mezzo alla neve, provati dal fuoco nemico e desiderosi, realmente e soltanto, di poter tornare a casa per festeggiare, questo si, un Natale come era sempre stato, nelle proprie case e con le proprie famiglie. Mai come in quei mesi disgraziati, terribili e, purtroppo, tragici, il Natale assurse un significato umano e anche religioso. Oggi, a distanza di quasi un secolo, il benessere, l'abitudine al dare tutto per scontato, l'assenza di una coscienza nazionale e identitaria, l'ignoranza e il dominio della tecnologia e del virtuale sul reale, hanno fatto sì che la ricorrenza perdesse ogni aspetto morale, religioso, intimo insiti in un senso di appartenenza che, appunto, non appartiene più. E nonostante, a Lucca, la nuova amministrazione abbia fatto il massimo e lo ha fatto bene, per celebrarlo, sia pure in termini laici e... pagani, ma con passione ed entusiasmo, ci sarà sempre un don Franco Cerri ad aprire la bocca dandole il fiato che nessuno gli ha chiesto. Che cosa, in realtà e sotto tutti gli aspetti, ci sia da celebrare e da festeggiare in questi giorni di questo dannato nuovo millennio nell'anno di (dis)grazia 2023, non riusciamo proprio a comprenderlo. Gran parte degli italiani se ne va all'estero durante le festività natalizie, magari in paesi musulmani dove il Natale conta quanto il due di coppe a briscola quando regna bastoni, dando ancora l'ennesima dimostrazione, qualora ce ne fosse bisogno, di come, ormai, non esiste più alcuna coscienza di niente che non sia la convinzione che tutto ciò che abbiamo ci pervenga per diritto, si fa per dire, divino. A Monfalcone migliaia di musulmani, loro sì, pronti a tutto pur di difendere la religione, ultimo e unico vincolo sacro perso il quale perderebbero ogni ragione di vita, marciano contro la decisione del sindaco leghista di chiudere due moschee abusive...
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Dal 16 al 22 agosto i numeri ufficiali segnalano in media, in Italia, 71 casi di contagio ogni 100 mila abitanti. Quindi, se ogni 100 mila abitanti la media è di 72 contagi, in un ristorante con, mettiamo, 60 posti a sedere, quante probabilità ci sono di restare contagiati? Per carità, siamo sempre stati molto, ma molto ignoranti sia in matematica sia in statistica, ma abbiamo sempre avuto il maledetto vizio di porci delle domande e di non accettare, supinamente, delle risposte. Cambiamo argomento e lasciamo perdere quelli come Eugenio Giani che se dicessimo ciò che pensiamo, scatterebbe, immediata, un'altra querela, l'ennesima. Veniamo, invece, ad un argomento a nostro avviso molto, ma molto più scottante e impegnativo del Covid, ossia l'avvento dei talebani in Afghanistan dopo l'ignominiosa fuga degli occidentali. A nostro modesto avviso il problema non è mai stato né dovrebbe essere quello di volere a tutti i costi esportare la democrazia, il femminismo, l'uguaglianza di genere e non solo nei paesi del Terzo, Quarto, ma anche primo e secondo mondo se si pensa ai ricchi emirati arabi. L'unico vero imperativo categorico dal quale dovremmo essere mossi deve essere, infatti, il fare di tutto per difendere i nostri valori a casa nostra contro tutte le contaminazioni, minacce, resistenze poste in essere da chi, sbarcato più o meno volontariamente, vorrebbe cambiarle radicalmente per far posto ad un altro stile, si fa per dire, di vita.
Così, mentre ci spremiamo le meningi su cosa fare per far diventare tutti uguali a noi, non ci rendiamo conto che stiamo, al contrario, facendo di tutto per diventare noi eguali a loro, ovviamente in prospettiva. Imbarchiamo a migliaia persone che provengono da culture, lingue, tradizioni, storie, religioni diverse che dovrebbero, secondo i teorici del très bien vivre ensemble, cambiare e diventare occidentali così, d'emblée, e se ciò non accade ecco che non riusciamo farcene e a darcene una ragione, tutta colpa nostra e della nostra secolare incapacità di accoglienza.
Invece di difendere ciò che siamo, pensiamo a combattere ciò che sono gli altri, senza domandarci che, se sono come sono, forse ci sono millenni di ragioni alle spalle. Vorremmo fare come i Crociati, ma senza dichiarare alcuna guerra e, soprattutto, farlo da casa nostra, magari seduti comodamente davanti alla Tv mentre sgranocchiamo qualcun o di quei maledetti simboli che ci attanagliano anche l'esistenza... gastronomica.
Le donne di sinistra, sempre pronte ad aprire la bocca anche quando non ce ne sarebbe la necessità e nessuno glielo chiede, si sono ben guardate dallo scendere in piazza per manifestare contro i talebani o l'Islam radicale e a difesa delle donne afghane. La sensazione è che di fronte ad una invasione musulmana sarebbero le prime a indossare il burqa anche se nessuno glielo chiedesse. Coraggio sì, ma con la penna e a patto che, nel caso, ci sia sempre qualcuno pronto a difenderle.
Noi non sappiamo cosa accadrebbe se dovessero, un giorno, arrivare i talebani. Di sicuro loro non avrebbero paura del Covid o di eventuali contagi, avendo con l'acqua, la pulizia e le cosiddette good manners, un rapporto quantomeno conflittuale. Non ci è bastato quello che hanno fatto contro l'arte distruggendo città e monumenti millenari. Andiamo cercando, disperatamente, qualche barlume di cambiamento, di modernità, di apertura così da poter giustificare la nostra ipocrisia e la nostra vigliaccheria. Tutti finocchi sì, ma con il culo degli altri... e ora denunciateci anche per questo.
Questo mondo occidentale non solo è marcio fino al midollo, ma è ipocrita e privo di buonsenso, attento alla forma e distante dalla sostanza. In fondo, a pensarci bene, l'Islam radicale altro non fa se non difendere la propria ideologia contro le contaminazioni delle degenerazioni occidentali. Normale che in Inghilterra, di fronte al tentativo di diffondere e imporre la teoria Gender nelle scuole, le comunità islamiche si siano ribellate minacciando di ritirare i propri figli dalle lezioni. E hanno fatto bene.
Chi dice che se arrivassero i talebani tutti si metterebbero a combatterli? L'Occidente mina costantemente i valori tradizionali, sia pure arcaici e allucinanti, di popoli che hanno vissuto profondamente in maniera differente dalla nostra ed è impensabile che possano esserci mutazioni a colpi di bacchetta magica. E così come loro pensano a mantenere e a promuovere le proprie tradizioni, noi che facciamo? Sputiamo sulle nostre, le disprezziamo, le attacchiamo, le modifichiamo in nome di una presunta modernità e di una presunta tolleranza che altro non sono se non l'inizio della fine e il disfacimento di una civiltà.
Non abbiamo insegnato alle giovani generazioni a non aver paura di difendere la propria terra e ciò da cui veniamo. Gli insegniamo a mettersi la mascherina e ad avere paura di affrontare la vita. Ecco perché non abbiamo speranza e anche se la tecnologia può rallentare la sconfitta, senza l'anima non può che attenderla inequivocabilmente.
Se, quindi, arrivassero i talebani, noi non sappiamo che cosa faremmo. Di sicuro non ci stresserebbero con il Covid e il vaccino, ma ci costringerebbero a fare ben altre cose. Comunque sia a questi giovani, invece di rompere le scatole e farli vaccinare, non si potrebbe far fare un po' di sana attività psico-fisica volta al miglioramento del proprio senso di autostima, di autonomia e di indipendenza di giudizio?
Concludiamo annotando che sta montando una campagna dei soliti leccaculo idioti verniciati di rosso e non solo contro chi non si è ancora vaccinato. Facile prendersela con chi non ha armi per difendersi, molto più difficile combattere i talebani i quali, però, di fronte a minacce e strepiti, taglierebbero parecchie teste e indosserebbero molte meno mascherine.
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Kabul è caduta e la domanda, allora, sorge spontanea: a cosa sono serviti 20 anni di occupazione e di morti se siamo di nuovo daccapo con i fondamentalisti islamici alla guida dell'Afghanistan pronti a fare da faro per tutti i movimenti estremisti islamici che, adesso, rialzeranno la testa contro l'Occidente allo sbando? E, inoltre, ma vi rendete conto con chi Trump e Biden hanno fatto l'accordo per lasciare il Paese e, in sostanza, abbandonare le classi medie e le donne che avevano sperato in loro ad una persecuzione e a una sorte senza scampo? I talebani? Venti anni fa, se ricordate, questi ignoranti, sudici, fanatici, dementi, retrogradi e maschilisti loro sì fino all'estremo, distrussero con la dinamite i monumentali Buddha di Bamyan, due enormi statue alte 55 e 33 metri scolpite nella pietra a 230 chilometri da Kabul. Uno dei crimini più odiosi contro uno dei Patrimoni dell'Umanità dichiarati dall'Unesco di cui si sono macchiati i Talebani sotto la guida del Mullah Omar. Adesso nessuno ne parla più, ma noi che, a differenza dei politicanti da strapazzo ipocriti e senza attributi con serviamo memoria di ferro, guardiamo alla caduta di Kabul come alla fine dell'Occidente che, da ora, in poi, sarà sottoposto sistematicamente alle invasioni dell'Islam più cieco e fanatico. Da Kabul un'altra lezione: è inutile esportare la democrazia e la libertà in paesi dove non esiste una cultura pronta ad accoglierle e dove la storia corrisponde, al contrario, ad una realtà di sopraffazione, di diseguaglianza, di miseria morale e civile. E allora? E allora, secondo le bestie sciocche dell'Ue, proprio noi dovremmo imbarcarci tutti i rifugiati di questo mondo.
Quello che sta accadendo a Kabul un giorno accadrà anche a Roma. Non ci sono dubbi. Prima o poi è un destino segnato. L'Islam, a differenza del cristianesimo e di papa Bergoglio, non accetta compromessi sui propri principi ed è fermo a secoli addietro. Il nostro presunto materialismo e progressismo in realtà hanno minato proprio la nostra capacità di rispondere alle minacce che provengono dall'esterno. Di fronte alla violenza, noi non saremo in grado di rispondere, ma ci inchineremo ai nuovi padroni. E siamo sicuri che i primi ad essere appesi a qualche palo o a venire gettati dal quinto o sesto piano di un edificio saranno proprio coloro che, oggi, vogliono le porte aperte a cani e porci e sono convinti come i francesi senza ormai più spina dorsale, che il futuro è il très bien vivre ensemble.
Stupidi. Stiamo aprendo le nostre case a gente che nemmeno sappiamo chi sia. Permettiamo a tutti, senza distinzioni, di venire a dettare ragione in casa nostra, come se dovessimo sentirci in colpa per chissà quale malefatta compiuta in passato. Oggi essere bianchi, occidentali, avere a cuore la famiglia tradizionale, amare esseri umani del sesso opposto è una vergogna o poco ci manca. Invece l'Islam ha ben chiaro cosa vuole e sa come ottenerlo. Andate a parlare di ddl Zan ai talebani. Mandate un ministro degli esteri donna a Kabul in visita diplomatica.
Ormai non c'è che una soluzione se vogliamo tornare a vivere. Abbandonare l'Unione Europea che sarà la nostra tomba perché fondata sul denaro e non sulla identità comune. Nessuno muore per soldi, tutti o quasi combattono per la propria identità.
L'Italia deve tornare a pensare solo e soltanto a se stessa. Esattamente come fanno tutti gli altri stati, ma che, con ipocrisia nessuno ammette. Chiudiamo le frontiere, rafforziamo il sentimento nazionale, il rispetto delle differenze e degli altri popoli. Non c'è più tempo. I colossi mondiali sono pronti a schiacciarci e ci compreranno prima o poi. Per evitare questo, dobbiamo riscoprire una unità nazionale che si fondi non sul denaro e sulla finanza speculativa, ma sui valori che contraddistinguono una civiltà e un popolo sovrano.
Il Covid è la più grande arma di distrazione di massa che esista. Noi continuiamo a perderci tempo e vedrete la fine che faremo. Ai talebani del Covid frega nulla e non ci sembra che la pand emia sia una loro priorità bensì dei popoli occidentali che sono, salvo rare eccezioni, eunuchi senza speranza pronti a cedere tutto pur di avere salva la loro inutile vita.