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Scritto da josy
tea&ribollita
20 Marzo 2025

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Se ti dico San Patrizio, tu cosa rispondi? Probabilmente la tua mente vola subito all’Irlanda, alla sfilata di persone vestite di verde e magari a qualche trifoglio sparso qua e là. Birra verde, trifogli, folletti e fiumi di Guinness? Oppure pensi a un santo con una lunga barba bianca che ha liberato l’Irlanda dai serpenti? Ma ecco, la prima sorpresa: San Patrizio, in realtà, non era nemmeno irlandese!

Qualunque sia la tua risposta, San Patrizio è una figura avvolta da miti e tradizioni che vanno ben oltre l’isola di smeraldo. Secondo le fonti storiche, il santo patrono d’Irlanda era nato in Britannia nel V secolo, probabilmente tra l'attuale Scozia e il Galles. Da giovane fu rapito dai pirati irlandesi e ridotto in schiavitù. Dopo anni trascorsi nelle terre d’Irlanda, riuscì a fuggire, ma decise di tornarci come missionario, portando con sé il Cristianesimo e una serie di leggende che lo avrebbero reso immortale

Un altro simbolo inscindibile da San Patrizio è il trifoglio, o shamrock. La leggenda narra che il santo lo usasse per spiegare il concetto della Trinità cristiana ai pagani irlandesi: tre foglie, un’unica pianta. Ma c’è di più. Il trifoglio era già importante nella cultura celtica, dove simboleggiava la natura, la rinascita e la connessione con il divino. San Patrizio, insomma, non fece altro che reinterpretare un simbolo antico in chiave cristiana.

Oggi, il trifoglio è un emblema dell’Irlanda e spunta ovunque il 17 marzo: sulle spille, nei cappelli buffi e persino nella schiuma della birra! Ma la prossima volta che lo vedi, ricorda che è molto più di un semplice portafortuna: è il filo sottile che collega storia, fede e tradizione.

Ma sapevi che il colore originariamente associato a San Patrizio non era il verde, ma l'azzurro? 💙 Ecco un altro colpo di scena! In effetti, il verde divenne dominante solo più tardi, con l’ascesa dei movimenti nazionalisti irlandesi, che lo adottarono come simbolo dell’identità dell’isola. L'azzurro, invece, era il colore dell’Ordine di San Patrizio, un ordine cavalleresco istituito nel 1783.

E Londra in tutto questo? Londra e l’Irlanda sono profondamente legate da una storia antica e complessa. Da secoli, la capitale britannica è stata casa di una numerosa comunità irlandese, che ha lasciato il segno in diversi quartieri, come Kilburn e Camden, un tempo cuori pulsanti della diaspora. Molti irlandesi arrivarono in cerca di lavoro e nuove opportunità, soprattutto durante la Grande Carestia.

Oggi, il St. Patrick’s Day è una delle celebrazioni più sentite in città, con una grande parata a Trafalgar Square e con i pub che si riempiono di musica folk e brindisi infiniti. Dal 14 al 17 marzo, Londra si veste di verde con eventi sparsi ovunque, quindi c’è solo l’imbarazzo della scelta su come festeggiarlo!

E proprio per sentirmi un po’ irlandese anch’io, quest’anno ho deciso di celebrarlo a modo mio, concedendomi tre piccoli piaceri. Niente follie, solo quei momenti che sanno di festa e che rendono speciale anche una semplice giornata di marzo.

Si dice che il giorno di San Patrizio bisogna indossare qualcosa di verde per evitare di essere "pizzicati" dagli spiritelli dispettosi… e io non corro rischi! La mia giornata è iniziata con un gesto scaramantico (o forse solo simpatico): indossare qualcosa di verde (tra l’altro è il mio colore preferito). E quale scelta migliore dei miei calzini con le pecorelle, comprati durante un viaggio a Dublino? Con i piedi al caldo e lo spirito già in modalità festa, ero pronta per la mia prima tappa.

Poi, tra una passeggiata e qualche chiacchiera, ho deciso di dedicarmi a un po’ di comfort food irlandese. Non un semplice fish and chips, ma qualcosa di autentico e sorprendente... Arrivata a Dalston, al birrificio 40FT mi attendeva una vera chicca: la < spice  bags >. Cosa c’è dentro? La spice bags ha una base che comprende pollo alla griglia, patate al grasso di pollo, peperoni, cipolle e pelle di pollo croccante, condita con una salsa al curry Acme Vadouvan. Qui il cibo assume la forma di sacchetti di spezie, un piatto notturno che si trova comunemente nei take away cinesi in Irlanda. Ma che bontà!

E come ogni festa che si rispetti, non poteva mancare un tocco dolce e, così per la mia seconda tappa ho scelto il Pastaio, il noto ristorante di pasta a Soho. Qui in onore c’era il tiramisù alla Guinness. E no, non era certo un tiramisù come gli altri. Gli ingredienti sono da capogiro. La base era composta da una torta al cioccolato alla Guinness, bagnata da una generosa dose di wisky irlandese, a completare la crema al mascarpone.

Ed eccomi al terzo giorno, ovviamente, non potevo perdermi la Parata di San Patrizio, tra musica, balli e bandiere verdi sventolanti. E per chiudere in bellezza? Una bella pinta scura, fredda e irlandese, gustata in un pub, come tradizione comanda! 🍻

Vi lascio l’ultima chicca prima di salutarvi <<Curiosità finale: lo sapevi che...? >> Fino agli anni ‘70, in Irlanda, i pub erano chiusi il giorno di San Patrizio! La festa era considerata un giorno religioso e, fino al 1979, le autorità vietavano la vendita di alcolici. Difficile da credere, visto quanto oggi il St. Patrick’s Day sia associato alla birra!

Quindi, che tu decida di festeggiare con una Guinness, una parata o un dolce speciale, l’importante è entrare nello spirito della festa... Sláinte! 🍀

Alla prossima,

Lovely to see you!

 T&R


Josette Sedami Agbo

"Mi chiamo Josette Sedami Agbo, Josy, e sono originaria del Benin. Per molti anni ho vissuto ed ho lavorato in Valle del Serchio. Un anno e mezzo fa mi sono trasferita a Londra assieme al mio compagno, Marco, di Pieve Fosciana. Sono appassionata di viaggi, musica e cucina. Mi piace l'arte: oltre a frequentare mostre, mi diletto nel realizzare quadri con la tecnica della pirografia. Sono una persona sensibile, curiosa e creativa. Parlo, oltre all'italiano, anche il fon - ovvero la lingua del mio paese di origine -, l'inglese e il francese. Su La Gazzetta del Serchio ho già curato la rubrica "Scusi, posso assaggiare?".

 

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