“All’interno di ognuno di noi si alternano luce e ombra, solo l’equilibrio tra queste due parti può portare alla felicità”, queste le parole di Serenella Gragniani, regista dello spettacolo “Noi, il chiaro e l’oscuro”, andato in scena nel pomeriggio di ieri, nella fastosa cornice dell’ex Casinò dei giochi di Bagni di Lucca.
Proprio nel suo titolo è racchiusa l’essenza ultima di questa rappresentazione, volta a sensibilizzare gli spettatori verso una delle forme che l’oscurità può assumere in ognuno di noi: la ludopatia.
Una messa in scena fatta di accostamenti: tra il chiaro e lo scuro dei comportamenti umani, tra musica e parole, tra divertimento e riflessione, il pubblico del Casinò ha potuto assistere a cinque dialoghi fra la regista e cinque “giocatori d’azzardo”, impersonati non da attori professionisti, bensì dagli “azzardatamente liberi” di Auser (sezione Bagni di Lucca), un gruppo di uomini e donne che si ritrovano in situazioni ricreative, come il ballo di coppia o la recitazione. Da sempre l’Auser, come associazione di volontariato e di promozione sociale, si impegna nel favorire l’invecchiamento attivo degli anziani e valorizzare il loro ruolo nella società, in questo caso rendendoli protagonisti di una fusione tra teatro e sensibilizzazione.
I dialoghi messi in scena sono stati accompagnati ed incorniciati da momenti musicali offerti dal maestro Petr Yanchuk al pianoforte, e dal baritono Ricardo Crampton, che si sono esibiti in brani celebri come la colonna sonora del film “Profondo Rosso” e un’aria del “Don Giovanni” di Mozart. Proprio alla danza degli “azzardatamente liberi”, con le loro vesti bianche e nere, è poi stata affidata la conclusione dello spettacolo, a ricordare ancora una volta il tema conduttore.
L’evento è stato presentato da un intervento di Manuela Granaiola, senatrice del Partito Democratico della Toscana e presidente di Auser nei territori di Lucca e della Versilia; sono intervenuti inoltre l’assessore del comune di Bagni di Lucca Maria Barsellotti, Alfiero Arena, responsabile del Serd di Gallicano e Alessandro Conforti, collaboratore regionale per Auser per l’organizzazione del turismo sociale e culturale.
Il giocatore d’azzardo viene descritto come vittima e non come carnefice: “Il giocatore è una persona che va guardata con compassione, - afferma la regista – perché solo così possiamo aiutarlo”. La ludopatia è stata presentata come un buco nero che risucchia la vita delle persone; anche nell’oscurità più profonda è possibile tuttavia riaccendere la luce, soprattutto grazie al supporto psicologico, ma anche all’aiuto di una persona qualunque, pronta a tendere la mano.