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Scritto da Redazione
pescaglia
03 Aprile 2025

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Don Carlo Pieretti è deceduto questa mattina, giovedì 3 aprile, nella canonica di Vorno dove, di fatto, ha vissuto i 73 anni del suo presbiterato. Negli ultimi mesi le sue condizioni di salute erano comunque peggiorate, con diversi ricoveri. Nella chiesa di Vorno oggi 3 aprile dalle ore 16 la salma sarà esposta e poi alle ore 21 di stasera ci sarà una veglia di preghiera in suffragio.

Le esequie, invece, si terranno sabato 5 aprile alle 10,30 nella stessa chiesa e saranno presiedute dal vicario generale Mons. Michelangelo Giannotti. «Era prete da 73 anni, aveva compiuto da poco 98 anni. Si è speso fino all’ultimo nell'assiduo servizio al popolo di Dio» dichiara l’arcivescovo Giulietti, raggiunto dalla notizia mentre a Roma sta partecipando all’Assemblea sinodale della Chiesa italiana con altri delegati della diocesi di Lucca. Don Carlo Pieretti era nato a Loppeglia, nel Comune di Pescaglia (Lucca), il 3 febbraio 1927. Battezzato e poi cresimato nella chiesa del paese, entrò nel Seminario arcivescovile dove compì tutti gli studi fino all’ordinazione presbiterale avvenuta il 7 giugno 1952: nel clero diocesano di Lucca, era il decano per data di ordinazione (non per età). Arrivato subito a Vorno, come Cappellano, il 23 marzo 1970 don Carlo Pieretti fu nominato parroco proprio di Vorno e lì è rimasto per tutta la vita, assumendo altri incarichi nelle parrocchie viciniori. Il 1° dicembre 1996 fu nominato parroco anche di Coselli poi il 3 dicembre 2006 oltre ad essere confermato parroco in solido moderatore di Vorno, viene nominato parroco in solido non moderatore di Badia di Cantignano, Coselli e Guamo.

Incarichi questi che manterrà fino al 2021, quando il suo servizio torna a concentrarsi nella parrocchia di Vorno in collaborazione con il parroco don Emanuele Andreuccetti il quale ne tratteggia così un breve ricordo: «Sono tante le cose che ha fatto per la gente di Vorno, che lo ricorda con tanto affetto e amore. Basti pensare ai battesimi come a tutti sacramenti. Appena stamani si è sparsa la voce, in tanti sono venuti per una preghiera. Era un uomo di fede semplice ma forte, viveva vicino alle persone, andava a trovare gli anziani o gli ammalati, anche quelli che non frequentavano la Chiesa o non credenti. Diceva: “Non vado come prete, ma come amico”. Ed era stato accettato. Non si è mai risparmiato ad annunciare la Parola di Dio e la vicinanza alle persone. La sua fede nel Signore e nella sua provvidenza si è manifestata sino agli ultimi momenti nei quali è stato davvero sereno. È stato un fedele servitore del Signore e della sua comunità».

L’intera Chiesa diocesana di Lucca, profondamente addolorata, con fede e speranza porge ai familiari le più sentite condoglianze e si unisce alle preghiere e al ricordo affettuoso, di grande riconoscenza, dei tanti che hanno conosciuto don Carlo nei suoi fruttuosi anni di sacerdozio.

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