Non semplici fotografie, ma echi di coscienze persistenti; riflessi di vite vissute in comunità coese, dove la memoria e la storia personale si intrecciano indissolubilmente con il tessuto sociale.
Domenica 23 febbraio, a La Stalletta di Cascio, è stato presentato il progetto fotografico "Ombre di Coscienza" di Marco Savoli e Maria Chiara Lugenti. Un incontro organizzato dal comune di Molazzana in collaborazione con l'associazione sportiva ricreativa paesana, che ha dato modo ai due autori di illustrare meglio il concept del loro lavoro nato dal desiderio di catturare e preservare l'identità di questo piccolo paese montano alle prese con la difficile sfida di resistere allo spopolamento rurale, alle difficoltà logistiche e allo scomodo - ma affascinante - ruolo d'avamposto di una quotidianità preziosa in fase d'estinzione.
"Si tratta di un nuovo ed interessante progetto per la nostra comunità - ha esordito il sindaco Andrea Talani -. Un archivio fotografico che raccoglie testimonianze di tutte le famiglie del nostro paese e che racconta chi siamo e cosa siamo stati. Un progetto che mette al centro le persone che abitano i nostri borghi e che rappresentano il patrimonio più prezioso".
Molazzana diventa, quindi, un simbolo di tutte quelle terre di mezzo che popolano le Alpi Apuane e l'Appennino Tosco-Emiliano. Il lavoro di Savoli e Lugenti intende esplorare profondamente il concetto filosofico di continuità della coscienza e identità numerica, temi fondamentali nella teoria dell'identità personale del John Locke: la continuità della coscienza, come delineata dal filosofo inglese, sostiene infatti che l'identità personale è mantenuta attraverso la consapevolezza riflessiva e la memoria delle esperienze passate.
Ecco, allora, che, attraverso una serie di ritratti intimi, le famiglie di Molazzana vengono immortalate davanti alle loro abitazioni, simboli tangibili delle loro radici e del loro legame con la terra. "Il progetto - hanno spiegato i due autori - mira a rendere visibile questa continuità, mostrando come ogni individuo e famiglia di Molazzana rappresenti un filo nella trama complessa della storia collettiva".
I due, con i loro scatti, provano ad invitare lo spettatore a riflettere sul significato profondo dell'identità e della memoria. "Le immagini dovrebbero evocare una sensazione di atemporalità e permanenza - affermano Savoli e Lugenti -, suggerendo che, anche se fra molti anni Molazzana come la conosciamo oggi dovesse scomparire, l'essenza delle sue persone e delle loro storie persisterà attraverso queste fotografie".
Ecco, quindi, la sfida: "In un mondo in rapido cambiamento - concludono -, questo progetto cercherà di offrire una testimonianza visiva e filosofica dell'importanza di ricordare e celebrare le nostre radici, proponendo una narrazione che sfida l'inevitabilità dell'oblio con la forza della memoria collettiva e individuale".
Insomma, memoria e fotografia. Due strumenti straordinari per preservare ciò che ci è caro e raccontare storie che, altrimenti, potrebbero essere dimenticate.
Presentato il progetto "Ombre di coscienza" a Cascio: oltre l'archivio fotografico, c'è di più
Scritto da andrea cosimini
molazzana
26 Febbraio 2025
Visite: 205
- Galleria: