E' indubbio che quanto sta avvenendo all'interno del Comune di Vagli da qualche anno a questa parte susciti non solo perplessità, disgusto, anche rabbia alla luce delle rivelazioni che emergono dall'inchiesta giudiziaria che ha portato all'arresto, tra gli altri, dell'ex primo cittadino e, adesso, anche ex vicesindaco nonché ex dirigente dell'ufficio tecnico Mario Puglia. Le intercettazioni relative all'intervento di Puglia sulla vicenda della strada da distruggere nonostante non ce ne fosse alcun bisogno dimostrano, se così si può dire, l'arroganza del personaggio evidentemente abituato a comandare come, quando e dove voleva. In tutto questo marasma c'è anche da chiedersi perché il sindaco di Vagli Giovanni Lodovici non abbia aperto bocca prendendo una posizione netta e dissociandosi in tutti i modi dall'operato del suo collega. Lodovici ha spiegato di avere piena fiducia nell'operato della magistratura, cosa che vuol dire tutto e, allo stesso tempo, nulla. Una sorta di formula di circostanza che serve a non esporsi più di tanto. E' notizia di oggi che anche il consigliere comunale leghista Pellegrinotti ha deciso di costituire un nuovo gruppo in consiglio comunale. La situazione, a quanto pare, comincia a sfuggire di mano visto il polverone che si è alzato, giustamente, all'indomani della conferenza stampa del procuratore capo presso il tribunale di Lucca.
Dicevamo delle sensazioni provate dagli abitanti di Vagli e non solo. E' evidente che, a questo punto, il prefetto di Lucca Esposito, persona saggia, misurata, ma tutt'altro che esitante, non può, a nostro avviso, non procedere al commissariamento del comune di Vagli. Se non la legge, lo impone il buonsenso e il rispetto di tutti quei cittadini che, fino ad oggi, si sono comportati in maniera onesta e nel pieno rispetto della legge di fronte ad un sistema che, al contrario, della legge sembrava poter fare a meno.
Il Pd, com'era ovvio e non soltanto lui, si è gettato a capofitto nella vicenda arrivando a strumentalizzarla e ad attaccare la Lega che, indubbiamente, rientrava nelle simpatie del signor Mario Puglia almeno fino a qualche tempo fa. Da qui, tuttavia, a chiedere la testa di consiglieri regionali e comunali colpevoli, si fa per dire, di aver conosciuto e, magari, immortalati in foto accanto a Puglia, ce ne corre. Le indagini non hanno minimamente toccato la Lega né alcun suo rappresentante motivo per cui la Sinistra farebbe bene a darsi una calmata e a pensare ai propri panni sporchi che, a dire il vero, in tutta la regione ce ne sono a iosa.
Vero è, comunque, che la Lega non può far finta di non sentire anche e proprio perché estranea a tutto quanto viene contestato agli imputati e a Mario Puglia. Bene sarebbe, quindi, fare luce e intervenire con un proprio documento che spieghi e definisca quanto sta accadendo. Ne va della buonafede di tutti i simpatizzanti e iscritti al partito di Matteo Salvini.
In questi ultimi giorni ci sono arrivate diverse immagini e anche copia di un articolo apparso sulla Gazzetta del Setrchio nel 2018 a proposito di una cena che aveva visto, tra i protagonisti, sia Puglia sia il consigliere regionale Montemagni e altri. Ebbene, come ha giustamente sottolineato quest'ultima, si tratta di una cena che niente ha a che vedere con la campagna elettorale per le regionali. Conoscere Puglia, del resto, non significa condividerne ogni passo e decisione.
Ciònonostante, sarebbe cosa buona e giusta che la Lega prendesse una posizione determinata e determinante nei confronti di un personaggio che, in passato, non aveva fatto mistero del suo vantarsi di essere il primo sindaco leghista.